Colla - Una rivista letteraria in crisi
Colla nasce dall'incontro tra una persona tormentata da manie di grandezza, una persona affetta da complessi d'inferiorità e una persona tutto sommato equilibrata.
Colla nasce anche da un equivoco. I suoi fondatori pensavano che creare una rivista letteraria oltremodo elegante gli avrebbe permesso di conquistare ragazze schioccando le dita alla maniera di Fonzie. Quando si sono accorti che ciò non sarebbe mai accaduto, il primo numero di Colla era ormai pronto. Le alternative erano due: trovare un altro modo per fare breccia nel cuore delle squinzie o riversare la propria frustrazione sessuale nel più grande progetto letterario mai pensato da una persona tormentata da manie di grandezza, una persona affetta da complessi d'inferiorità e una persona tutto sommato equilibrata. Dal momento che state leggendo questa breve presentazione è evidente che la seconda alternativa ha prevalso.
La formula di Colla è semplice: ogni numero è composto da sei racconti di sei autori diversi e da un editoriale introduttivo.
Se vi state chiedendo "Perché Colla?", la risposta è ancora più semplice: la rivista si propone di riunire, in un'unica pubblicazione, scrittori già affermati, esordienti talentuosi e autori inediti di prospettiva; inoltre vuole incollare insieme testi narrativi eterogenei, senza vincoli stilistici o tematici, con la sola discriminante della qualità della scrittura.
Se vi state chiedendo "Perché Una rivista letteraria in crisi?" la risposta è perfino più semplice della precedente: la crisi è il momento in cui la realtà si mostra ai nostri occhi sotto una luce nuova, in cui non si può dare nulla per scontato, in cui si è costretti ad abbandonare le proprie convinzioni per rimettersi in gioco. E per Colla, la buona narrativa, anche quella che si pone come principale obiettivo l'intrattenimento, ha il compito di mettere in discussione le certezze, suggerendo prospettive insolite.


Fondatori

Marco Gigliotti
Nasce ad Acquaformosa, un paesino del sud Italia che è uno strano incrocio tra la brughiera scozzese, la steppa russa e le coste dell'Andalusia. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza tra bar e campi da calcio. A diciotto anni si trasferisce a Roma. Qui si appassiona ai fumetti giapponesi e alle ragazze appassionate di fumetti giapponesi. Nella Capitale, inoltre, incontra ben tre guide spirituali: un baffuto e anticonformista professore di letteratura italiana (il quale gli spiega che Doestoevskij si pronuncia "Dastaieschi" e non "Dostoieschi"), un critico cinematografico molto nouvelle vague (che lo inizia alle pellicole del maestro Bernardo Bertolucci) e uno stiloso editore, sempre di nero vestito (che gli pubblica un libro sulla vita erotica della gioventù italiana). A ventiquattro anni, dopo un viaggio solitario a Malta (i cui particolari rimangono avvolti nel mistero), sceglie di abbandonare il Lazio per vivere a Torino, dove un giorno, al caldo del dehor di una sala da tè, mentre sorseggia una tisana al bergamotto insieme a Francesco Sparacino, decide di fondare Colla - Una rivista letteraria in crisi.

Stefano Peloso
Nasce in una regione autonomista durante il giorno più freddo del secolo e in suo onore la British Telecom annuncia il ritiro delle famose cabine telefoniche rosse. La mamma lo vuole dottore, il papà avvocato, ma lui decide di diventare un ibrido tra uno scrittore e un programmatore. Quando, adolescente, inizia a passare le vacanze in camera d'albergo a leggere romanzi di Umberto Eco, i suoi genitori decidono di non portarlo più al mare. Alcuni lo considerano un nerd, ma non ha mai visto una puntata di Star Trek. Ha una passione preoccupante per l'azzurrino e capita spesso di vederlo in giro con i capelli blu. Continua a sfornare numerosi racconti e articoli e porta sempre con sè gli appunti per i suoi primi quattro romanzi, che scriverà quando avrà un po' di tempo libero. Se Dio fosse ancora vivo, probabilmente Stefano Peloso sarebbe il suo autore preferito.

Francesco Sparacino
Nasce a Palermo nel 1981, ma si trasferisce immediatamente a Catania affrontando un pericoloso viaggio in carrozzina. Cresce sentendosi dare del "palermitano" a Catania e del "catanese" a Palermo, medita una fuga a Messina ma capisce ben presto che anche lì le cose non andrebbero meglio. A dodici anni legge il suo primo romanzo: "Quattro pirati e mezzo", dove il mezzo sarebbe un pappagallo. A tredici anni rilegge "Quattro pirati e mezzo", a quattordici anni rilegge "Quattro pirati e mezzo", a quindici anni rilegge "Quattro pirati e mezzo", continua così fino al compimento della maggiore età, quando finalmente si accorge che "Quattro pirati e mezzo" è un accidenti di libro per ragazzini dai sei ai dieci anni. La cosa lo sconvolge così tanto da decidere di recuperare il tempo perso leggendo qualsiasi cosa gli capiti tra le mani, purché destinata ad un pubblico adulto. Tra poco verrà alla ribalta pubblicando la più grande raccolta di racconti della storia, tra poco verrà corteggiato come editor da Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Rizzoli, Sellerio, Minimum Fax, Fazi e un'altra ventina di case editrici. Tra poco farà un sacco di cose, ma intanto è impegnato a capire se vuole più bene a mamma o a papà.


Redazione

Grafica Paolo Elmo, Edoardo Lovato
Ufficio Stampa Elisabetta Pasca
Correzione bozze Benedetta Novello
Recensioni Mattia Filippini, Lorenzo Gramatica, Giulia Ottaviano
Riprese e montaggio video Antonio Bellusci, Antonio Marzotto


Collaboratori

Martina Carnesciali Fotografia
Silvia Lombardo Ufficio Stampa 2009
Laura Medeot Copertina numero uno
Cristina Recupero Copertina numero due
Simone Denti Copertina numero tre, copertina numero quattro
Andrea Calabrese Copertina numero cinque
Edoardo Lovato Copertina numero sei
Teresa Ferri Recensioni
Giuseppe Rizza Recensioni