

Esiste una parola strana, dal suono un po’ esotico e un po’ stridente, che descrive quella sensazione provata quando, cercando qualcosa, ci s’imbatte in qualcos’altro d’imprevisto ma estremamente piacevole. Non la userò, quella parola, perché proprio non mi piace, ma non ho potuto fare a meno di pensarla lavorando al quinto numero di Colla.
Alcuni mesi fa Elena Varvello ci mandò un pezzo da pubblicare: non era un racconto, era l’inizio del suo romanzo. Non avevamo mai preso in considerazione un’eventualità simile, ma ci è piaciuta l’idea. E ci è piaciuta talmente che, quando abbiamo saputo della prossima uscita del nuovo romanzo di Claudio Morandini, ci siam messi in testa di pubblicarne un estratto.
Rapsodia su un solo tema - Colloqui con Rafail Dvoinikov uscirà nei prossimi giorni nella collana di , ma nell’attesa potete gustarvi qui le prime pagine.
Dopo tutto, incidenti, eventi inattesi, fortunati o sfortunati che siano, sono sparsi in giro per tutta la letteratura. Fan muovere la materia e i personaggi, creano situazioni, rompono l’ordine naturale delle cose, danno alla luce storie e le crescono. Possono essere i proiettili vaganti de
Il colpo, può essere l’andare ad una mostra nel proprio tempo libero e scoprirci qualcosa di rivelatore come in
Trappole per occhi. O può essere il nascere diversi, in un paese già in subbuglio, cercando solo di attraversarlo per tornare a volare nel
Catalogo dei baci. Basta andare una sera al lavoro per cambiare il mondo di
Un’ora al mese di te, basta trovare un gatto ammalato per segnare
La mamma di Sandro.
Potrebbero sembrare eventi tragici, eppure per noi lettori son liete novelle, perché, se Claudio non avesse avvelenato il re di Danimarca, non avremmo l’Amleto.
Serendipità. Ecco, l’ho detto.
Stefano Peloso
Catalogo dei baci di Alessio Arena -
Legato mani e piedi com’era stato negli ultimi giorni Ulisse non aveva potuto volare.
Tutto quel fieno e quell’odore di marcio, lo tenevano costretto alla compagnia di un giovane palafreniere che abitava dall’altra parte del paese, uno che l'avrebbe tenuto a bada, disse, senza alcuna provvigione, ma per diletto e per curiosità cristiana.
Rapsodia su un solo tema di Claudio Morandini -
Ho sempre trovato avvincente come una trama romanzesca il percorso umano e artistico del compositore russo Rafail Dvoinikov.
La mamma di Sandro di Lorenzo Mercatanti -
«Lì le mani le metto io, qui è casa mia.»
Bisogna lasciar fare ché poi cambia umore, basta non dirle niente, io torno sui libri e sono subito in difficoltà, la testa tra le mani e allora lei subito a dirmi: «Su, coraggio, molla tutto almeno per oggi – adesso ride – tanto prima o poi imparerai a fregartene di ogni cosa, se non vuoi farti prendere il cervello, o ancora peggio... il cazzo».
Trappole per occhi di Mattia Filippini -
Dice Herbert Marcuse, nel suo famoso saggio L’uomo a una dimensione, che a differenza dei secoli scorsi, in cui l’uomo ha dovuto conquistarsi a fatica e con l’ingegno le tre dimensioni, prima con i viaggi a cavallo, poi su strada, poi in aereo, poi nello spazio, ora che ha esaurito tutte queste possibilità, dice Marcuse, l’unica dimensione che è rimasta all’uomo è una non dimensione, quella in cui l’uomo non si muove nemmeno, sta seduto davanti alla tv e consuma.
Il colpo di Raffaello Ferrante -
«Fermi tutti, questa è una rapina!»
Minchia, l'ha detto!, penso dentro al passamontagna di lana già inzuppato di sudore acido misto all'odore mentolato del Proraso. L'ha detto per davvero.
Un'ora al mese di te di Anna Galli -
Io e Jan avevamo passato tutta l'estate sulla scala antincendio del centro, dividendoci gomme alla menta e sigarette senza filtro, che arrotolavamo con una macchinetta di plastica nera.