Promettente assai.
Quello che mi colpisce ancora una volta come in "L'economia delle cose", è l'assoluta padronanza di scrittura.
Si spera di leggerlo presto.
c'è tutto il marchio DOP (denominazione di origine piscitelliana) in questo godibilissimo racconto!!
chapeau
e.
15/11/09 alle 15:49
è bello avere dei fan. e che fan!
:D
[Raf!]
sul minimalpostmoderno: s'una recensione [era una antologia, e c'era un mio racconto] c'era scritto "minimalismo cupo e sordo".
è divertente.
ciao,
e.
matteo platone
16/11/09 alle 17:48
Enpi, sull'astrologia la pensiamo diversamente, mi sa, ma 'sto racconto è proprio bello, mi piace come carichi gli oggetti di significati e li fai muovere nel racconto.
e.
16/11/09 alle 18:31
eh, ma io mica che ci credo, agli astri.
mi son solo documentato...
sennò sarebbe becero autobiografismo e dovrebbe esser vero anche che - una volta - ho aspettato al freddo in compagnia di un mazzo di fiori.
:D
Agnese
17/11/09 alle 0:03
Belissimo racconto! Mi ha rapita, l'ho letto tutto d'un fiato...ho adorato sin dal primo rigo l'atmosfera della tua storia! Grazie.
Salv
20/11/09 alle 20:02
Che meraviglia.
Scrittura fluida, corposa e ricca di sfumature. A me è piaciuto soprattutto perché riesce ad essere visivo e minuzioso in modo estremamente originale.
S.
matteo platone
20/11/09 alle 20:10
Il ragazzo è promettente. :D:D:D
Alessandro Raveggi
25/11/09 alle 17:39
Eh, l'ho tirato su io a suon di botte. :D (bello e delicato, il racconto, intendo)
frank lonetti
10/12/09 alle 16:27
molto piaciuto.
e-
10/12/09 alle 17:31
grazie a tutti - in particolare ad Agnese, ch'è l'unica donzella.
Ma perché i colori delle bocce sono sempre vinaccia e verde bottiglia? :-)
Il (punto) fermo è il trucco di questa scrittura: le parole prendono peso, accuratamente.
Debora
18/11/09 alle 7:10
Mi piacciono quelli che devono urlare per farsi sentire, comportarsi da idioti per farsi notare, fare la parte dei cinici quando invece hanno un cuore grande...
Un testo vivo e brillante ...
Geniale :)
Peppe Rizza
18/11/09 alle 9:28
Grazie tante a Debora e a Silvia, oltre che a Francesco.
mara
19/11/09 alle 20:46
....sei così prepotentemente affilato e senza speranze fin dalle prime righe, sin dalle prime metafore, che squarciano carne e anima...i perdenti non possono che perdere e la miseria umana è poetica, struggente, silenziosamente assordante...quanta forza in questo racconto, Peppe...
Peppe Rizza
20/11/09 alle 11:48
Grazie davvero per il commento. Ho una passione per i silenzi assordanti (e un'intera collezione).
E poi sì, sono davvero senza speranza.
Ho letto questo racconto per la prima volta ormai un anno fa. Da allora ancora mi chiedo quale sia, la parola giusta. Segno che il racconto è perfettamente riuscito. Segno che prima o poi dovrai rivelarlo.
Insomma bravo Antonio.
Quello che mi colpisce ancora una volta come in "L'economia delle cose", è l'assoluta padronanza di scrittura.
Si spera di leggerlo presto.